NUTRI_MENTI
LA RUBRICA DEL BENESSERE PSICOFISICO
47 puntate

Mangiare in famiglia

Un'occasione irrinunciabile per genitori e figli


Giovedì 24 Ottobre 2013 ore 9.31

Pasti più salutari per chi mangia in famiglia. Un sostanzioso numero di ricerche conferma quello che il buon senso di per sé dovrebbe già suggerire: mangiare tra le mura domestiche apporta benefici a tutto il nucleo familiare: ai figli, siano essi bambini o adolescenti, e ai genitori.

Gli studi più numerosi sul tema sono stati condotti, anche recentemente, in America, dove si spende più del 40% del budget familiare destinato al cibo per consumare pasti fuori casa, relegando pranzi e cene in famiglia alle festività e alle occasioni speciali. Una cattiva abitudine che sembrava non appartenere alla nostra cultura ma che purtroppo si sta facendo strada anche da noi, sia pure in tempo di crisi economica. Il pasto fuori casa è infatti spesso sinonimo di economico fast-food. Bambini e adolescenti, anche in questo caso, sono i soggetti più vulnerabili che rischiano di sviluppare i danni più importanti.

Le ricerche condotte sulla relazione tra pasti con i familiari e salute dei più piccoli convergono su alcuni punti interessanti. Innanzitutto, mettersi a tavola a casa propria, insieme alla famiglia, favorisce una maggiore assunzione di frutta, verdura, cibi ricchi di calcio e vitamine. I bambini che mangiano a casa con i genitori consumano meno spesso i cosiddetti "cibi spazzatura", poco raccomandabili dal punto di vista nutrizionale e tendono ad avere un indice di massa corporea minore di quelli che hanno meno possibilità di nutrirsi in famiglia, e quindi un rischio minore di sviluppare obesità. La maggiore attenzione che si dà al cibo e al fatto di condividerlo, magari scambiando commenti sui sapori e sulla preparazione di quello che si ha nel piatto, potrebbe spiegare perché, quando la famiglia si riunisce, tutti tendono a mangiare meglio. A patto però che i genitori si propongano come modelli positivi. Perché se mamma e papà hanno un'alimentazione incontrollata e usano mettere in tavola cibi poco salutari, magari precotti, è facile aspettarsi un comportamento analogo nei figli. E' importante sapere che in età infantile l'apprendimento è basato in maniera prevalente sull'imitazione, ovvero sulla replica da parte del bambino di atteggiamenti e azioni compiute dagli adulti di riferimento, primi tra tutti i genitori.

Adottare e di conseguenza proporre stili di vita orientati al benessere, incluse abitudini alimentari equilibrate, significa gettare le basi per la scelta di comportamenti positivi e investire sulla salute futura dei propri figli. Dedicare del tempo alla preparazione del menù quotidiano e soprattutto coinvolgere i bambini nella preparazione di ricette a base di ingredienti salutari rappresentano scelte capaci di veicolare messaggi educativi importanti e non soltanto legati all'alimentazione. La mamma che, tra i suoi tanti impegni quotidiani e le sue fatiche, riesce anche a preparare un buon piatto per me, mi dice che io sono importante per lei così come lo è ritrovarsi insieme a tutta la famiglia intorno ad una tavola apparecchiata. E' questo il pensiero rassicurante che il piccolo tenderà ad interiorizzare nel fare esperienza di azioni quotidiane positive che, per la regolarità con cui si ripetono, creano punti fermi, basi sicure per il suo equilibrio psico-emotivo.

I pasti in famiglia rappresentano infatti soprattutto un'occasione irrinunciabile per creare relazione. Abbandonando la desueta regola del "quando si mangia non si parla", tanto cara ai nostri nonni, il momento dei pasti dovrebbe diventare spazio privilegiato di interazione tra genitori e figli. Questa sana abitudine, non solo crea un'atmosfera conviviale piacevole e rasserenante, ma contribuisce anche alla buona salute psicologica dei figli, adolescenti in particolare. I pasti casalinghi possono infatti rappresentare un'occasione per la famiglia di interagire in modo aperto, di confrontarsi su temi importanti e per consentire agli adolescenti di esprimere preoccupazioni legate all'esperienza scolastica, tensioni nelle relazioni con i pari e sentirsi supportati. È facile comprendere come tutto ciò rappresenti una condizione favorevole per il loro benessere mentale ed emotivo.

Mangiare a casa, tutti insieme, è quindi una piccola, sana abitudine che, se regolare e costante, non sporadica, è in grado di preservare l'equilibrio di tutta la famiglia.

Dott.ssa Rosa Tafuni
Psicologa, Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia

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Franco Nacucchi il 17 novembre alle 20.29
Oltre che mangiare a casa, tutti insieme, potrebbe essere utile valorizzare l'importanza della preparazione del cibo in casa, con la pasta fatta in casa e altri prodotti preparati in casa, in collaborazione con le bravissime nonne, per chi è fortunato di averle ancora, con i propri genitori, dico genitori, che oltre alle mamme, abbiamo anche dei bravi papà con l'esperienza di cuochi che con entusiasmo preparano gli ottimi cibi del ns. territororio, auspicando di continuare a mangiare cibo con i prodotti del ns. territorio, incoraggiando i produttori e tutelando i consumatori per la lotta alle sofisticazioni e alle varie truffe anche per i prodotti alimentari.
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