Percorso navigazione:

ABACO
A CURA DEL "GRUPPO ESPERIMENTI ARCHITETTONICI"
13 puntate

Luoghi comuni

"La città prende corpo e identità a partire dai suoi spazi aperti"


Martedì 3 Aprile 2012

Marciapiedi, piazze, strade, viali, aree pedonali, incroci, sentieri, spazi verdi, corti, strade pedonali, mercati, stazioni, fermate, luoghi commemorativi o simbolici, spazi per i disabili, zone industriali, banchine, scuole, ponti, biblioteche, giardini, musei, ritrovi, muri, trasporti collettivi, fontane, piste ciclabili, zone espositive, teatri all'aperto, spazi residuali, monumenti, cimiteri, autostrade, centri commerciali…

Un catalogo ampio e variegato quello che la realtà urbana può "offrire".
Volutamente si utilizza un verbo di "natura merceologica", in quanto la città dell'oggi sembra incarnare le logiche del mercato, vive uno sfibramento fisico e di significato con quelli che sono i suoi valori costitutivi.
La città offre, ma non viene rappresentata da taluni luoghi, proprio perché a tali luoghi non si associano più valori abitativi, bensì solo funzioni strumentali.
Indagare il tema dello spazio pubblico è un pretesto per riflettere sulla città nel suo complesso.

Lo spazio pubblico rappresenta il perno centrale degli incontri fortuiti e della serendipità grazie al quale gli uomini e le donne sono in grado di trasformare gli imprevisti in opportunità, i vincoli in possibilità, in nuove relazioni e progetti.
In buona sostanza, la città prende corpo e identità a partire dai suoi spazi aperti, la vera matrice necessaria costitutiva del paesaggio urbano reale e del paesaggio mentale dell'uomo.

L'idea di spazio pubblico tende oggi a coincidere con quella di vuoto, ma nello stesso tempo prende le distanze da essa; al di là di una mera vocazione funzionale, l'idea di vuoto riesce a comunicare meglio il senso estetico e simbolico che ogni luogo deve trasmettere.

Per spazi vuoti consideriamo anche quei vuoti urbani, quelle aree di cesura e discontinuità da considerare non come vuoti da riempire, ma come opportunità di comprensione del territorio per stabilire o ri-stabilire connessioni e relazioni nel tempo e nello spazio.

Perciò sarebbe opportuno e auspicabile che i processi di modificazione del reale prendano le mosse dal potenziale offerto dallo spazio libero: il luogo attraverso cui è possibile immaginare e svelare un nuovo modo di sperimentare e vivere la città.

Vuoti da riempire si, ma con idee, socialità e vitalità!


Saverio Massaro
Immagine di copertina: Comitato Spazio Pubblico Palermo | Piazza Bellini - Palermo

Utente Facebook
Saverio Massaro il 23 agosto alle 18.03
Sempre a proposito di spazio pubblico e serendipità, segnalo questo interessante articolo di Carlo Infante, tratto dal blog di Urban Experience http://www.urbanexperience.it/il-web-come-spazio-pubblico/
Utente Facebook
Saverio Massaro il 9 luglio alle 15.16
a riguardo, consiglio la lettura di questo interessantissimo articolo/intervista fatta a Lord Richard Rogers
http://www.biennalespaziopubblico.it/2012/07/03/la-difesa-degli-spazi-pubblici/#.T_bGoWl6pxk.facebook
Claudio Colombo il 4 aprile alle 16.38
Luoghi comuni sono i luoghi del vivere. L'alternativa sono i luoghi del morire di cui le nostre città abbondano. Nostro compito e responsabilità è tornare a farli vivere riappropriandocene attivamente. Lo spazio pubblico è una estensione della nostra casa, è l'estensione della nostra rete neuronale e cellulare.
I commenti rappresentano le opinioni personali dei lettori di AltamuraLife e non dell'editore o degli autori.
Facebook:
L'indirizzo email è necessario per attivare e pubblicare il messaggio.
Rispetta il regolamento e scrivi in minuscolo.
PIU' LETTI DALLE RUBRICHE:
RUBRICHE AGGIORNATE:

Abaco
Feed Rss
ABBONATI GRATIS FEED RSS + NEWSLETTER + SMS

CONTENUTI CORRELATI
Altamuralife Magazine è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile Francesco Dipalo